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Home - Mitologia Greca - Personaggi [Mitologia Greca]
a-b-c-d-e-f-g-h-i-l-m-n-o-p-q-r-s-t-u-v-x-z Lettera A Achille: Achille era il figlio di Peleo, che regnava sulla città di Ftia, in Tessaglia. Discende dalla stirpe di Zeus, attraverso il padre, e sua madre è una dea: Teti, figlia di Oceano. Le fonti sulla sua educazione sono incerte: alcuni pensano che sia stato allevato dalla madre nella casa paterna, altri che fu causa di un disaccordo fra i genitori e che la madre, dopo aver abbandonato il marito, lo affidò al centauro Chirone, che viveva sulla montagna del Pelio. Teti, essendo una dea, aveva formato un'unione in cui c'erano troppe differenze fra i due sposi. Achille era il settimo figlio e Teti aveva cercato di eliminare da tutti i figli gli elementi mortali portati da Peleo. Per questo, lei cercava di immergerli nel fuoco causando la loro morte. Ma al settimo figlio, Peleo vide Teti in procinto di immergerlo nel fuoco e le strappò il bambino che si era bruciato le labbra e il soprosso del piede destro. Teti tornò a vivere in mare con le sorelle. Peleo chiese a Chirone di sostituire l'osso bruciato. Il centauro disseppellì un gigante di nome Damiso, che era stato particolarmente veloce e mise l'osso mancante al bambino. Ciò spiega le doti di corridore di Achille. Un'altra leggenda dice che Achille, da bambino, fu immerso da Teti nel fiume Stige che rendeva invulnerabile chiunque vi si bagnasse. Tuttavia il tallone non fu toccato dall'acqua e restò vulnerabile perché era il punto per il quale Teti lo reggeva. Le avventure dell' eroe sono narrate nell' Iliade. Storie avvincenti fra rabbia e sofferenza. Fu ucciso da Apollo con una freccia lanciata attraverso Paride. Il ricordo di Achille rimase sempre vivo nell'immaginazione dei Greci, infatti ci furono molte leggende anche sulla sua vita dopo la morte. Aci: Aci era il dio del fiume con lo stesso nome, figlio del dio italico Fauno e della ninfa Simeto. Prima di essere fiume aveva amato la ninfa Galatea, amata anche dal ciclope Polifemo. Quest'ultimo cercò di schiacciare sotto alcune rupi Aci, che sfuggì al gigante trasformandosi in fiume. Acrisio: Acrisio è il figlio di Abante, re d'Argo. Acrisio aveva un gemello: Preto. I due bambini, nei quali riviveva l'odio dei loro antenati: Egitto e Danao, si battevano già nel seno della loro madre; la loro inimicizia non diminuì nemmeno da grandi. Fecero la guerra per il trono di Argo. Acrisio ebbe la meglio e cacciò il fratello, il quale partì per la Licia dove sposò Antea, figlia del re Iobate. Iobate riportò Preto in Argolide, a Tirinto. I due fratelli fecero un patto: Acrisio avrebbe regnato su Argo e Preto su Tirinto. Acrisio ebbe una figlia con Euridice: Danae. Acrisio desiderava un maschio ed interrogò l'oracolo che disse che Danae avrebbe avuto un figlio, il quale, però lo avrebbe ucciso. Per evitare questo, Acrisio rinchiuse la figlia in una stanza sotterranea. Tuttavia, non impedì che fosse sedotta, secondo alcuni, dallo zio Preto; secondo altri (la maggior parte), da Zeus caduto sotto forma di pioggia d'oro, da una fenditura nel tetto, fino nel seno della giovane. Acrisio non volle credere in una seduzione divina e mise Danae e il figlio in una cassa, che poi abbandonò in mare. Il bambino si chiamava Perseo e, dopo che l'ebbe raccolto Ditti sulla spiaggia di Serifo compì molte imprese. Un giorno Perseo ebbe voglia di rivedere suo nonno Acrisio con la madre e la moglie, Andromeda. Acrisio ebbe paura che la profezia si avverasse e partì per Larissa, nel paese dei Pelasgi, in Tessaglia. A Larissa, però, il re Teutamide dava giochi in onore di suo padre e Perseo giunse come competitore. Al momento di lanciare il disco si alzò un forte vento e il disco lanciato da Perseo e deviato dal vento, colpì Acrisio in testa e lo uccise. Quando Perseo si accorse che la predizione era compiuta seppellì Acrisio fuori della città e ritornò verso Argo. |








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