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Home - Odissea - Il Protagonista [Odissea]
Alcuni dei tratti fondamentali dell'eroe che dà il nome al poema riprendono caratteristiche che già identificavano l'Odisseo dell'Iliade, eroe accorto, abile nella parola, capace di prendere rapide e coraggiose decisioni, audace, ma soprattutto uomo dalle mille astuzie Odisseo per altri aspetti non è omologo agli eroi iliadici. Non ha ad esempio divinità nel suo albero genealogico. Suo padre Laerte non ha compiuto imprese epiche; è un povero vecchio che si macera nel dolore e nell'attesa del figlio e che conduce un'umile vita nella sua vigna; le sue abilità non sono quelle del guerriero, ma quelle dell'agricoltore. L'unico antenato di Odisseo che viene citato è il nonno materno Autòlico, non "inclito eroe", ma famoso avventuriero e imbroglione. Il suo tratto dominante, anzi, quello che lo rende unico è la mètis, una forma di intelligenza, uno stile cognitivo nel quale si combinano intuito, sagacia, capacità di analisi e di previsione, esperienza. E' la mètis, che gli permette di uscire brillantemente da alcune situazioni critiche, come dimostra, ad esempio, l'avventura col ciclope Polifemo nella quale né la forza fisica né il coraggio gli avrebbero dato da soli garanzie di successo. Anche la curiosità di Odisseo e il suo modo di guardare il mondo derivano dalla mètis: l'eroe non sbarca nella terra dei Ciclopi perché è spinto dal bisogno, ma perché lo muove il desiderio di conoscere, e a ogni approdo non si limita a provvedere alle scorte di acqua e cibo, ma vuol sapere chi sono gli uomini che in quella terra mangiano pane. Egli è l'uomo che di ogni cosa vuole fare esperienza; non si spiega diversamente la sua determinazione ad ascoltare, nonostante tutti i rischi che gli sono stati annunciati, il canto delle Sirene. Discende direttamente dalla sua mètis anche l'abilità di parola che lo contraddistingue e che si manifesta nella capacità di individuare toni e argomenti adatti all'interlocutore. Ma Odisseo è caratterizzato anche dalla forza d'animo, dalla Capacità di resistere ai rovesci della sorte (paziente è un altro degli epiteti fissi del personaggio). Diversamente da quanto è stato osservato a proposito degli eroi guerrieri dell'Iliade egli non è spinto all'azione dalla ricerca dell'onore e della gloria, ma dal desiderio di tornare in patria, di riabbracciare i suoi cari e di riprendere il ruolo che gli compete nel governo e nella vita della sua isola. Odisseo non è l'emblema degli ideali aristocratici e guerrieri, come gli eroi dell'Iliade, egli è il prototipo del navigatore audace, curioso, capace di adattarsi a mille situazioni. In quest'ottica il personaggio da una parte resta fedele all'antica figura su cui è modellato (l'avventuriero dell'Egeo, tipico rappresentante delle talassocrazie mediterranee), dall'altro manifesta le caratteristiche di un mondo dinamico e in ascesa: egli è infatti aperto al nuovo, è interessato a tutti gli aspetti della vita pratica (si costruisce la zattera, ha intagliato con le sue mani il letto nuziale, sa arare...), guarda il mondo con occhio "economico", affronta le difficoltà con razionalità fidando più sulle sue capacità che nell'intervento degli dèi. Al di là di tratti di continuità esteriore, il protagonista dell'Odissea ha quindi caratteristiche diametralmente opposte a quelle degli eroi dell'Iliade. |








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