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Home - Mitologia Celtica - La trasmigrazione delle anime

I druidi danno particolare importanza alla credenza che l'anima non muore, ma passa dopo la morte da un corpo all'altro.

Cesare, commentando la dottrina dei druidi, osserva che essi sostenevano questa idea in modo che i guerrieri gallici non fossero spaventati dalla morte. Il poeta osserva che i Celti consideravano la morte soltanto l'interruzione di un lungo percorso, un momento di passaggio da una vita all'altra. Diodoro Siculo osserva che i Celti ritenevano immortali le anime: dopo un certo numero di anni, le persone tornavano a vivere e le loro anime abitavano un nuovo corpo.

Quindi sembra esserci stato un particolare atteggiamento dei Celti verso la morte, che fu notato dagli osservatori contemporanei del mondo mediterraneo.
Questo atteggiamento comportava la credenza in una specie di rinascita. L'idea delle anime che vivono in corpi successivi ricorda la descrizione dell'oltretomba fatta da Virgilio nell'Eneide.